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Psicologia Generale
Appunti del Corso OSS - Igiene Appunti del Corso OSS

La Psicologia è la scienza che studia i comportamenti.

Ascolto Empatico: ascoltare una persona entrando in contatto con essa, lasciando uno spazio mentale, per immedesimarsi nei suoi pensieri.

Fissità funzionale: fissarsi su un immagine, senza riuscire a vederne delle altre.

Freud: creò la psicoanalisi ( l’inconscio è un “magazzino” dove inseriamo i nostri ricordi negativi inconsapevolmente e determinanti per ricostruire la fasi della nostra vita.

Persona: unità psicofisica inscindibile che vive la sua esistenza in continua relazione con la realtà esterna, con l’ambiente e con le altre persone.

Il Corpo: è una struttura fisica, psichica e biologica che permette di agire e che regola i nostri comportamenti.

L’attività psichica: emozioni, idee, pensieri e opinioni. E’ formata da una parte razionale (conscia) e una irrazionale (inconscia).

La Coscienza è la capacità di riconoscere la propria presenza nella realtà, con il sé e con il mondo esterno.

La Motivazione è ciò che spinge un individuo ad agire, ovvero una “spinta” determinata da fattori biologici, sociali e psicologici.

La Salute è la condizione di benessere, fisico, psichica e sociale di un individuo.

Il Disagio è uno stato psicologico di fatica e di privazione.

La Dipendenza è luna condizione psicologica dove un individuo dipende da un altro. L’Accettazione è un processo psicologico importante ai fini della riabilitazione e della cura per molti soggetti.

Emozione: è una reazione generata dal corpo e dalla psiche.

Contesto Sociale: il malato che vive in una famiglia serena, nonostante tutti i problemi legati alla malattia, è più privilegiato perché si sente protetto e amato e più sicuro di sé. A differenza il malato che risiede nella struttura per anziani, si sente meno protetto ed amato, nonostante l’OSS si occupi di lui. Il ruolo della famiglia è determinante in tutto ciò e di conseguenza il contesto sociale.

Intervento ospedaliero: L’OSS deve mantenere il proprio ruolo attivo e non lasciarsi trasportare negativamente dal paziente, coinvolgendolo e coinvolgendo anche gli altri pazienti.

Assistenza Domiciliare: L’OSS deve provvedere a soddisfare i bisogni dell’ammalato, accompagnandolo ed organizzando il suo tempo. Ovviamente è fondamentale la collaborazione con i familiari.

Assistenza infantile: la personalità è la somma del patrimonio genetico unita alle sue esperienze. Nel primo anno di età il bimbo capisce di essere un individuo e si rompe la simbiosi gestuale. A tre anni il bambino capisce la differenza tra l’Io e il non Io. Impara a muovere il proprio corpo, lega il proprio comportamento ad uno scopo, acquisisce la capacità di pensiero astratto e capisce la permanenza degli oggetti. Dai 3 ai 5 anni, la sua intelligenza, il suo linguaggio e l’identità sessuale, progrediscono. Si riconosce come maschio o femmina e si identifica con il genitore dello stesso sesso, imitandolo. Dopo i 6 anni, impara a fare calcoli matematici, incrementa lo sviluppo sociale, attraverso compagni e insegnanti. Apprende l’importanza delle regole. Il bambino in ospedale: è fondamentale la presenza di una figura genitoriale in ospedale. Il bambino non si rende pienamente  conto di cosa stia succedendo e del perché sia lì. Ha bisogno di sostegno e di sentirsi amato e sicuro e di essere rassicurato. Il genitore ovviamente deve fare ciò e L’OSS in questo contesto, può fungere da animatore, da amico, da compagno di gioco.

Assistenza all’Anziano: L’avanzare dell’età, oltre a generare malesseri fisici, può anche generare problemi psichici nell’anziano. Il ruolo della famiglia è importante e per sentirsi ancora utile e sereno, ha bisogno di coltivare interessi ed amicizie per sentirsi ancora bene con se stesso. In più la vicinanza o la lontananza rispetto ai propri affetti può influenzare il suo benessere psicofisico. È fondamentale la capacità di adattamento al cambiamento che la natura pone, cercando di viverlo nel migliore dei modi.

Assistenza alla persona con Handicap: L’handicap è l’insieme di disfunzioni, disabilità, deficit e patologie che impediscono ad un individuo di poter svolgere una vita autonoma e normale. Esso può essere di tipo intellettivo o fisico. O tutte e 2 le cose. L’OMS, dice che l’handicap è la conseguenza del deficit, mentre la disabilità è il deficit stesso.

Disabilità: con questo termine si intende un soggetto che ha perso o ha limitate, determinate capacità di compiere un azione normale.

Handicap: è la condizione di svantaggio conseguente ad una disabilità.Menomazioni: è la perdita di normalità e può essere fisiologica, psicologica o anatomica. Non è possibile ridurre il deficit, ma si possono migliorare le condizioni di vita dell individuo.

La malattia psichica è un disturbo appartenente alla sfera relazionale. I sintomi di una malattia psichica sono fisici, cognitivi/emotivi e relazionali. Nevrosi: disturbo psichico lieve che non intacca la personalità di base e che permette alla persona di mantenersi in relazione con se stesso e con gli altri. Psicosi: disturbo psichico grave che intacca la percezione della persona, alterando le capacità cognitive, emotive e relazionali. Il rischio della psicosi è la disintegrazione del benessere e dell’equilibrio psicofisico. A volte può essere causata da un deficit intellettivo. Depressione: i sintomi sono: tristezza, inutilità, disperazione, mancanza di interesse, insonnia o ipersonnia, stanchezza, irritabilità… (per almeno 2 settimane).Il processo di sostegno di un malato psichico da parte della famiglia: quando i genitori hanno un figlio con problemi psichici, si sentono diversi e tendono a tenere la cosa quasi segreta, escludendolo dalla società. Il compito dell’OSS in questo caso è quello di assisterli e fargli capire che non devono isolarsi e che non c’è nulla di cui vergognarsi.

I meccanismi di difesa del paziente: sono delle reazioni psicologiche inconsce (inconsapevoli) che si attivano quando l’Io cioè la parte consapevole della persona, è sottoposta a forti minacce o traumi da fronteggiare, in maniera automatica; Negazione della realtà: ovvero negano di star male e danno la colpa del malessere ad altri; Isolamento: la capacità di parlare di un evento traumatico con distacco, come se non gli appartenesse; Formazione reattiva aggressiva: il malato psichico attribuisce la colpa dell’infermità al mondo intero, mostrandosi aggressivo con chiunque. Sempre; Razionalizzazione: il malato attribuisce una spiegazione irrazionale riguardo una cosa o un evento; Repressione: certi eventi vengono repressi inconsapevolmente, fino al momento in cui le verità vengono a galla grazie ad un fattore scatenante; Sublimazione: la capacità di trasformare un istinto aggressivo ad esempio in competizione… ; Identificazione: assumere atteggiamenti e comportamenti che appartengono ad un'altra persona (la persona malata, diventa paziente); Regressione: ad esempio in ospedale il paziente può tornare bambino, per fronteggiare l’ansia e altri riturbi comportamentali. 

Lo Stereotipo: 1) è un insieme di caratteristiche negative attribuite a certi gruppi sociali, quasi sempre attribuite a minoranze in qualche modo svantaggiate. 2) la seconda definizione sostiene che lo stereotipo sia un processo mentale e non sociale e può avere valenza negativa o positiva. Possiamo dire quindi che lo stereotipo abbia due variabili: la condivisione sociale e la generalizzazione, ovvero l’attribuzione di caratteristiche negative ad un gruppo in questo caso definito oggetto. Gli stereotipi però possono essere più o meno rigidi e sono mutabili in quanto sono ancorati nella cultura o nella personalità di un individuo. Basta solo volerlo.

Il Pregiudizio: può essere la conseguenza di uno stereotipo. Il pregiudizio è la tendenza a pensare e agire in modo negativo nei confronti di un gruppo di persone o di una persona, giudicando negativamente, senza sapere ne conoscere l’altra persona per come è veramente, fermandosi all’apparenza. Gli errori che creano il pregiudizio possono essere di natura culturale, familiare, personale e da falsi miti del passato. Es : le donne vengono considerate emotive, gentili, sensibili, dipendenti e naturalmente disposte alla cura. Gli uomini, l’esatto contrario. Questo è un pregiudizio. Abbiamo poi dei pregiudizi razziali legati al colore della pelle di una persona; Ci sono anche pregiudizio legati all’antisemitismo, alle caratteristiche nazionali, alla marginalità sociale, ai giovani e agli anziani e ai disabili fisici e mentali… Il pregiudizio viene visto quindi come un ostilità nei confronti delle minoranze, attraverso le quali l’individuo risolve i propri conflitti interiori.

La Profezia che si autoadempie (L’effetto di Pigmalione): Pigmalione, re di Cipro, creo una statua. Si innamorò di essa e desidero talmente tanto che prendesse vita che Afrodite lo accontentò. Possiamo dire quindi che in base alle nostre aspettative è possibile creare distorsioni o percezioni.

Le tre forme di rapporto con il diverso: Assimilazione ( l’accettazione da parte di un gruppo in minoranza del gruppo in maggioranza, riconoscendo tale gruppo come superiore); Funzione ( le diversità vengono mescolate e ci si aspetta un migliore risultato rispetto a quello di partenza); Pluralismo culturale ( mantiene le differenze, valorizzandole e facendone tesoro, vivendo tale diversità in maniera pacifica).

Il Ciclo Vitale della Famiglia è l’insieme degli obiettivi finalizzati alla crescita in un determinato periodo della vita. Fase del giovane adulto (tra i 20 e i 40 anni): L’individuo è uscito dal periodo adolescenziale e cerca di stabilire e di affermare il proprio ruolo nella società, trovandosi ad affrontare anche numerose lotte. Il giovane ha modo di sposarsi, di lavorare e di vivere al di fuori della famiglia d’origine. Fase della coppia: corteggiamento, accoppiamento. Il matrimonio non è un incontro fra 2 persone, ma anche tra famiglie che esercitano la loro influenza su di essi. La vita in comune ha delle regole e delle esigenze nuove.Fase di nascita e crescita dei figli: La nascita di un figlio riorganizza la vita di coppia e riduce il tempo libero dei 2 coniugi. Aumentano le responsabilità familiari e la donna subisce dei cambiamenti umorali. Il ruolo del padre oggi, viene riconosciuto sia socialmente che non ed è fondamentale per il figlio.Infanzia (0-11 anni): Bowlby, definisce l’attaccamento una ricerca di vicinanza e di contatto. L’attaccamento quindi è un legame emotivo reciproco che favorisce lo sviluppo in una base sicura, permettendo al bimbo di sviluppare una personalità ricca di stima di se e degli altri.Adolescenza: E’ un periodo critico in cui si trasforma la corporeità (si sviluppa la sessualità adulta) e anche le capacità cognitive cambiano, in quanto il giovane è alla ricerca di una propria identità sociale. Il rapporto genitori-figli diventa problematico in quanto il giovane  raggiunge la maturità sessuale, l’autonomia affettiva, si distacca dai familiari e impiega il tempo libero per stare con i coetanei. Ovviamente anche i genitori devono aiutare i figli in questo cambiamento. Se l’Io non è ben definito o forte abbastanza, il giovane rischia di perdere la propria identità e di incappare in pericoli di vario tipo (droga, alcool ecc).Fase della Terza Età (pensionamento e vecchiaia): Over 65. Si potrebbe verificare la Sindrome del Nido Vuoto ovvero i genitori, in seguito alla fuoriuscita del figlio di casa, potrebbero sentirsi soli e inutili. In questa fase inoltre vi sono dei cambiamenti fisici, in quanto peggiorano le capacità uditive e visive, si modifica il corpo, aumentano i rischi di malattie croniche e degenerative. Inoltre aumentano i rischi di lutto di persone importanti.

La Malattia è un’esperienza frustrante e psicologicamente dolorosa. La costrizione a letto è la cosa più brutta che possa esserci per un individuo. Fase 1) difficoltà nell’accettazione della malattia, 2) stanchezza, 3) apatia, 4) indebolimento psicofisico e indifferenza nei confronti di tutto e tutti. I fattori che influenzano le reazioni psicologiche del malato sono: gravità della malattia, età del paziente, la personalità, il vissuto, l’ambiente e il sistema sociali in cui si trova. Essa provoca: collera, ansia, angoscia, colpa, mancanza di speranza e vergogna. Lipowski sosteneva che ci fossero 4 fasi nella malattia: minaccia, rispetto alla malattia; perdita simbolica (sindrome depressiva); adattamento alla malattia. Malattia Cronica: decorso lento. Si vive in una situazione dalla quale non si può più tornare indietro. Ansia, paura della morte e impotenza uniti all’aggressività sono i sentimenti del malato cronico. L’OSS in questo caso deve sostenere la famiglia psicologicamente e fare in modo che l individuo non si isoli dalla famiglia e dalla società.Malattia Degenerativa: cambiamento radicale per la vita del malato che si trova davanti a continui cambiamenti che riguardano la propria esistenza. La condizione psicofisica degenera e possono insorgere forti crisi depressive. Il ruolo dell’OSS è quello di stimolare la persona, mostrandole che non deve arrendersi in quanto le condizioni possono anche se in parte, migliorare. Il Caregiver è colui che si prende cura del paziente. Esso può essere vittima di sbalzi di umore, stanchezza psicofisica, senso di impotenza, frustrazione , dolori, irritazione, indifferenza e tristezza. La condizione altamente stressante nel quale si trova a vivere, può aumentare la voglia di fuga e può far diminuire la stima di sé. Tutto questo a causa del poco tempo libero a disposizione, delle enormi responsabilità e del clima di tristezza che traspare. Ovviamente anche altre persone subiscono questo malessere, ma il caregiver per primo. Il compito dell’OSS in questo contesto è quello di integrare ed affiancare il Caregiver, valorizzando ciò che il sistema sanitario fa per l’anziano. Malattia Terminale: il malato terminale si trova davanti ad un evento che ci fa rabbrividire: la morte. Elizabeth Kubler Ross ha individuato 5 stadi per le persone malate terminali. 1) rifiuto ed isolamento; 2) collera dovuta all’impotenza; 3) contrattazione: vi è un accordo con Dio, riguardo la possibilità di sopravvivere dedicandosi agli altri; 4) depressione (reattiva: relativa al senso di perdita delle relazioni sociali, riguardo avvenimenti passati) oppure  depressione preparatoria ( distacco dalla vita, dalle persone e programmazione della morte); 5) accettazione: si attende la morte senza disperazione, senza collera. Con dignità. Le emozioni dei familiari del paziente, variano in base al legame col malato, all’età, alla parentela e al ruolo familiare che si ha.  

La Relazione d’Aiuto: è un incontro in cui una persona esprime un bisogno o una richiesta che solamente l'altro è in grado di soddisfare. L'altro quindi si fa carico del peso del bisogno dell’altro a prescindere dal fatto del poter dare risposte o no. Rogers sosteneva che la relazione è composta da 2 ruoli ovvero dall’operatore che deve essere vicino, ma non eccessivamente senza creare relazioni del tipo pseudo-amicale o pseudo-genitoriali. L’operatore deve essere: genuino (apparire sincero e aperto), rimanendo se stesso; umile ( non avere paura a mostrarsi imperfetti, ammettendo i proprio errori); aperto al cambiamento ( mettersi in discussione, lasciando i propri pregiudizi da parte) deve accettare l’altro (non porre condizioni all’altro); deve comprendere empaticamente l’altro. Per fare ciò però l’helper non deve farsi condizionare dalla propria emotività; confrontarsi ( bisogna andarci cauti, in quanto si rischia la rottura del rapporto di fiducia e la perdita di professionalità). Il Filosofo Heidegger sosteneva che il malato “ delegava” la sua malattia all’operatore, come un oggetto; ma dall’altra il paziente era capace di prendersi cura della propria salute in maniera responsabile ed attiva senza delegare nessuno.Carkhuff sosteneva che l’Helper ovvero l’operatore, cerca quanto prima di smettere di aiutare la persona malata, e sosteneva quindi che la vera crescita e guarigione, avveniva quanto la persona aveva piena consapevolezza e controllo della sua vita e della propria malati.

Ascolto Passivo nella relazione d’aiuto: comunicazione verbale e non, ed è caratterizzato dalla capacità di mostrare silenzio durante l’ascolto. L’ascoltatore in questo caso dovrà crearsi un vuoto interno, per poter accedere all’ascolto empatico.

Ascolto attivo nella relazione di aiuto: si avvale della comunicazione verbale e non verbale. Esso si attua attraverso la riflessione del contenuto (l’ascoltatore parafrasa ciò che il parlatore dice, mostrando interesse, facendolo concentrare più approfonditamente). La riflessione del sentimento è la capacità di cogliere il sentimento e trasmetterlo al parlatore. L’ascolto attivo è un potente strumento di risoluzione dei problemi, che se usato a sproposito può compromettere la relazione di aiuto. L’ascolto attivo non và usato quando la persona non mostra i segni di un problema , quando l’ascoltatore è di fretta o indisponente ecc… Gli errori più comuni nell’ascolto attivo sono: risposte inappropriate, esagerazioni, aggiungere pareri inadeguati, anticipare notizie, ridimensionare l’argomento, omettere delle cose, ripetere a pappagallo, restare indietro e valutare negativamente ciò che si ascolta.

Il Comportamento Spaziale: Hall sosteneva che la “distanza personale” fosse il sistema migliore per vedere i principali di interazione sociale. Ogni cultura ha precise norme che regolano la vicinanza del comportamento nello spazio. Oltre questi limiti, i comportamenti delle persone sono considerati come deviazioni o rotture delle norme.

Gli Atteggiamenti Interpersonali: Willis sosteneva che le persone adottavano questo ordine di distanza: genitori/amici intimi/amici/conoscenti/estranei. Klock sosteneva che le persone stessero più lontano da persone malate, epilettici e persone prive di gambe, ecc. La Dominanza: è l’uso di uno spazio (comportamento spaziale) che ha un valore simbolico ed importante. Ad esempio una persona che si siede a capotavola o in prima fila o sul tavolo principale.

La Distanza interpersonale o vicinanza interpersonale: è un segnale importante che fornisce nell’immediato un punto di vista sociale riguardo al rapporto fra 2 persone e sul loro ruolo sociale. Hall ha distinto 4 diverse forme di distanza interpersonale: 1) Distanza Intima (0-45 centimetri): tipica delle relazioni intime e dei rapporti stretti. 2) Distanza Personale (da 45 a 120 cm): tipica delle relazioni amicali. 3) Distanza Sociale (da 120 a 360 cm): caratterizza le relazioni formali e informali. Non c’è alcun tipo di contatto fisico. 4) Distanza Pubblica (da 360 cm in poi): tipica delle situazioni pubbliche, in quanto si usa la vista e in parte l’udito. Le Distanze non sono universali in quanto ogni cultura ha le proprie regole. Ad esempio gli arabi amano maggiormente il contatto ad esempio degli anglosassoni.Il Contatto Corporeo: è l’assenza totale della distanza interpersonale. Può esprimere affetto, ma anche minacce. È la forma più primitiva di azione sociale. Le esperienze del contatto sono 2: toccare ed essere toccato. I contatti reciproci (ad esempio gesti affettuosi, saluti ecc) sono dei contatti fra persone che interagiscono e condividono il gesto; il contatto individuale invece ( ad esempio indica un rapporto dove una delle persone è “dominante” e l'altro “sottomesso” e il primo si sente autorizzato ad agire.  Le Funzioni del Contatto Fisico: sono supporto, affetto, ma anche molestie, se non si rispettano i limiti in particolare fra sconosciuti. Ovviamente il contatto varia in base alle relazioni.

 

 

Profilo Professionale dell'operatore socio sanitario